Neue Dozierende: Nicolas Koeckert und Anna Chierichetti

Neue Dozierende: Nicolas Koeckert und Anna Chierichetti

20.02.2019

Gewinn für die Violin- und die Gesangsabteilung.

Frank-Thomas Mitschke — Mit dem Geiger Nicolas Koeckert und der Sopranistin Anna Chierichetti hat die Kalaidos Musikhochschule zwei hochrangige neue Dozierende gewinnen können. In kurzen Interviews werden beide hier vorgestellt.

Was bewegt Sie, an der Kalaidos Musikhochschule zu unterrichten?

NK: Mir gefällt das flexible Studiensystem der Kalaidos Musikhochschule sehr gut.

AC: Credo che la formula offerta dalla scuola universitaria Kalaidos offra ottime opportunità sia ai docenti che proseguono anche la loro carriera di musicisti sia agli studenti, compresi quelli che si sono già affacciati al mondo del lavoro: professionalità a 360 gradi ed elasticità nel completamento dei moduli didattici.

Gibt es einen «Typ» an Studierenden, den Sie bevorzugen? Worauf kann/muss sich ein Student/eine Studentin bei Ihnen einstellen?

NK: Am liebsten arbeite ich mit fortgeschrittenen Studierenden, die ihr Leben in den Dienst der Musik stellen und die technisch bereits auf Spitzenniveau spielen können. Die Studierenden bekommen mit mir einen Musiker mit breitgefächerter Erfahrung in Kammermusik, Orchesterliteraturspiel und solistischer Ausbildung mit langjähriger Praxis und Bühnenerfahrung.

AC: Mi affascinano la conoscenza dell’allievo e le infinite possibilità di calibrare l’insegnamento in base a punti di forza e difetti. Considero la musicalità e il talento interpretativo due doti fondamentali e imprescindibili per un cantante. Ogni studente che voglia davvero intraprendendere la strada professionale dovrebbe uscire dall’università senza alcun dubbio tecnico, per poter affrontare con sicurezza le sfide di questo mondo che sono numerose e continue.

Wo werden Sie unterrichten?

NK: Überwiegend werde ich in München unterrichten.

AC: Le mie attività mi portano settimanalmente tra l’Italia e la Svizzera. Per questo posso offrire come luogo di lezione Milano, Bellinzona e Sankt Gallen.

Welches pädagogische Credo würden Sie Ihren Studierenden mitgeben wollen?

NK: Selbständig arbeiten lernen und sich selber in der Musik finden – und der Lehrer gibt dazu die Anleitung.

AC: La voce è lo strumento invisibile. Il lavoro del maestro è quello di far riconoscere all’allievo le giuste sensazioni, per poi consolidarle attraverso l’esercizio. Su una base tecnica, che definirei universale, l’allievo dotato diventa un interprete completo attingendo alle più diverse esperienze musicali e culturali. Sul palcoscenico esce la verità delle nostre esperienze e conoscenze, innestate sulla nostra personalità.

Per questo ritengo anche che il ruolo di un maestro di canto si debba esaurire nel giro di pochi anni e che il maestro stesso debba riconoscere quando la sua utilità è terminata.

Es ist sicherlich nicht allzu schwer, technische Mängel bei einem Studierenden durch gezielte Hin-weise zu verbessern - wie aber lehrt man Musikalität, Interpretation, Werktreue, Individualität? Sind das Begriffe, die sich widersprechen?

NK: Die Studierenden sollten Musikalität und Technik mitbringen, um anhand von gutem Urtext und gutem Notenmaterial Erfahrungen entwickeln zu können. Der gute Lehrer zeichnet sich dadurch aus, dass er der Individualität seiner Studierenden Rechnung trägt und bei deren Persönlichkeitsentwicklung helfen kann.

AC: Tutti questi concetti non si contraddicono, anzi vanno necessariamente integrati. Lo sviluppo tecnico è facile e scorrevole in presenza di un talento musicale e interpretativo. Anche la filologia e l’aderenza allo spartito emergono agevolmente dal confronto tra l’allievo dotato e l’insegnante con esperienza di lavoro artistico ai massimi livelli.