Conversazione con Christine Bouvard 
Di nuovo tempo il pianoforte

Di nuovo tempo il pianoforte

Anicia Kohler, trad.: Alessia Albertini Meszaros, 28.06.2022

La presidenza di Christine Bouvard all’ASSM terminerà nel giugno 2022 dopo dodici anni. Con il suo bilinguismo, il suo talento politico e la sua capacità di collegare e riunire le persone, ha plasmato l'associazione a lungo termine. In un'intervista, parla dei punti culminanti e del pianoforte, a cui presto si potrà nuovamente dedicare.

Il tuo periodo all’ASSM sta per finire. Che effetto ti fa?
In realtà sono ancora molto coinvolta, e allo stesso tempo ci sono cose che stanno già succedendo senza di me. Vanno bene tutt’e due, posso passare le consegne senza problemi. Sono proprio curiosa: a breve finirà qualcosa che ha plasmato e determinato la mia vita in maniera molto intensa per dodici anni (ride).

Ti ricordi quando hai iniziato all’ASSM?
Sono arrivata all’ASSM in un momento incredibilmente emozionante. A quel tempo, ci si trovava nel bel mezzo dei preparativi per importanti colloqui riguardanti l'iniziativa sull'art. 67a della Costituzione. Bisognava creare nell’immediato relazioni con i politici, con altre associazioni musicali e sviluppare una strategia comune promettente.

Come presidente di un'associazione nazionale, il federalismo è stato certamente un tema importante. Tutti sono consapevoli che ciò comporti dei rischi –tu ci vedi delle opportunità?
Sì, in tutti i sensi. Possiamo sempre progettare concetti quadro nazionali o principi di base a livello federale, compensando in modo creativo eventuali carenze, facendo qualcosa di proprio. Questa possibilità è spesso sottovalutata. Se qualcosa è organizzato a livello centrale, gli eventi locali non possono essere presi in considerazione. La nostra Assemblea dei delegati offre un contesto familiare dove è possibile ascoltare e fare domande per sapere quello che fanno gli altri Cantoni. Si può creare qualcosa di proprio e ottenere comunque un riscontro dagli altri. Secondo me questa è un'enorme opportunità.

Per come la vedo io, la parte politica del tuo lavoro era molto ampia.
Sì, le relazioni con i parlamentari, con persone di altri cantoni, con altre associazioni musicali erano un elemento molto importante. Ma anche la parte pedagogica non deve essere sottovalutata. I passi politici possono aver luogo solo se esiste una base pedagogica ben preparata e con un ampio consenso.

C'è qualcosa che secondo te vale la pena di sottolineare? Qualcosa che l’ASSM ha conseguito e che ti riempie di orgoglio?
Certo, ci sono state molte belle esperienze. Decisivi sono stati sicuramente l'iniziativa e i conseguenti risultati per la promozione del grande pubblico, e ora per la promozione dei talenti. In generale, all’interno dell’ASSM mi impressiona l'impegno per gli obiettivi comuni. Si percepisce in maniera molto forte, sia dalla struttura di base che dal Consiglio direttivo e soprattutto dall'Ufficio centrale, tutti svolgono un lavoro eccezionale.

Vuoi dare un'idea di quello che sarà il tuo futuro?
Rimango attiva con dei mandati nell'ambiente politico e musicale. La musica avrà un posto più ampio, di nuovo attivamente – il mio pianoforte è un po' impolverato (ride). E voglio ritornare a studiare all’università. Fin dalla mia giovinezza mi interessa molto il Medio Oriente e quindi mi piacerebbe intraprendere gli studi di ebraismo e politica del Medio Oriente.

Nel prossimo numero uscirà una conversazione con Philippe Krüttli, eletto nuovo presidente all'Assemblea dei delegati.