I corsi pre-universitari come parte integrante di un programma di sostegno agli studenti dotati
Negli ultimi anni, in tutta la Svizzera, nell’ambito del programma federale «Giovani talenti della musica», si è verificata un’evoluzione che riguarda anche il Pre-College. A che punto siamo oggi?
Nessuno ha nulla contro la promozione dei talenti musicali. È indiscusso a tutti i livelli che le capacità superiori alla media e la volontà di impegnarsi debbano ricevere un sostegno particolare. Dal punto di vista psicologico, perché è necessario soddisfare la spiccata sete di conoscenza dei bambini e degli adolescenti, altrimenti il sano sviluppo della psiche e della personalità ne risentirebbe. Dal punto di vista pedagogico, perché offrire un ambiente di apprendimento adeguato ai giovani dotati di una capacità di comprensione straordinaria è uno dei compiti più gratificanti. Dal punto di vista culturale, perché la promozione dei talenti è sempre anche promozione delle nuove leve: per la carriera nei conservatori, per i numerosi ensemble, orchestre, cori e associazioni musicali – sì, in definitiva per un mondo musicale vivo ed efficace come espressione di un’identità sociale.
Promozione dei talenti sancita dalla Costituzione
Tutti sono favorevoli alla musica e alla promozione del talento musicale; non sorprende quindi che nel 2012 una schiacciante maggioranza degli aventi diritto al voto si sia espressa a favore di un suo inserimento come obbligo nella Costituzione federale. La Svizzera è quindi presumibilmente l’unico Stato al mondo ad attribuire un peso esplicito a questo tema nel proprio documento giuridico e politico più fondamentale.
Questo status speciale è quindi dovuto in primo luogo allo strumento di democrazia diretta rappresentato dall’iniziativa popolare, che consente a questioni che godono di un ampio consenso di assumere rilevanza costituzionale. Il referendum, tuttavia, non ha innescato un attivismo nazionale paragonabile, ad esempio, a quello osservabile nella Corea del Sud. Lì, alla fine degli anni ’90, la promozione della musica è stata dichiarata una strategia statale coerente, il che da allora non solo ha portato a un numero notevole di musiciste e musicisti coreani di successo sui palcoscenici internazionali, ma ha anche regalato al mondo il fenomeno del K-Pop.
Attuazione pragmatica senza uno status ben definito
Un intervento così deciso sarebbe impensabile nel nostro Paese. La Confederazione ha invece adempiuto al mandato costituzionale di promozione dei talenti essenzialmente elaborando un quadro di riferimento che assegna ai programmi cantonali di promozione i fondi necessari per il sostegno finanziario dei talenti. Ancor prima della pubblicazione del quadro di riferimento, l’Associazione delle scuole di musica e la Conferenza delle accademie di musica si erano a loro volta impegnate a formulare, in una guida alla promozione dei talenti, profili di competenza, processi e obiettivi al passo con i tempi. Tra i diversi livelli di promozione, il «Pre-College» è stato definito come preparazione specifica agli studi universitari e sono stati elaborati standard minimi il cui rispetto garantisce l’ottenimento di un’esclusiva etichetta «Pre-College» e il riconoscimento da parte delle associazioni. Finora sono stati assegnati complessivamente 11 marchi a programmi in tutta la Svizzera. Questi offrono un ampio spettro stilistico e pedagogico in diversi modelli temporali e con molteplici approfondimenti e coprono complessivamente tutti i profili dei corsi di laurea triennale.
La speranza di un riconoscimento statale dello status formativo formale dei pre-college e di una base giuridica per un finanziamento sostenibile è rimasta tuttavia insoddisfatta fino ad oggi, nonostante le precedenti dichiarazioni di intenti politiche. Anche il compenso per l’assistenza agli studenti extracantonali nei pre-college non è affatto regolamentato e dipende ancora dalla buona volontà dei Cantoni. E poiché al contempo continua a prosperare il panorama pluralistico di istituzioni private, numerose fondazioni, mecenatismo altruistico, vari concorsi e programmi scolastici specifici (la sola lista della CDIP degli «Accordo intercantonale per le scuole con offerte strutturate in modo specifico per studenti particolarmente dotati» elenca 20 programmi a orientamento musicale in 18 cantoni), una struttura di sostegno a livello nazionale concepita in modo uniforme e orientata alla qualità rimane ancora molto lontana.
La diversità come punto di forza – Necessità di chiarimenti
Resta da discutere fino a che punto una struttura di sostegno così uniforme possa rappresentare un obiettivo realistico e, in generale, auspicabile. Naturalmente spetta ancora ai conservatori e alle scuole di musica, in quanto principali responsabili della promozione dei talenti, vigilare affinché i programmi cantonali, così variegati e poco coordinati, non siano solo etichettati come «promozione dei talenti», ma che effettivamente la mettano in pratica.
Ma, al di là delle carenze esistenti, gli anni di dibattito hanno avuto effetti decisamente costruttivi e consolidanti: il tema della promozione del talento musicale è uscito dalla cerchia delle persone direttamente interessate per entrare nella coscienza dell’opinione pubblica in generale. Le passate dispute sulle competenze e i contrasti ideologici sono stati in gran parte appianati. La competizione ha lasciato il posto allo scambio e alla collaborazione. Gli obblighi di rendicontazione continua forniscono – almeno per i pre-college – basi statistiche per l’ulteriore sviluppo. Da parte loro, i pre-college hanno sviluppato una varietà di metodi, modelli e offerte di sostegno, in linea con i propri programmi di studio, che si è allontanata dall’attenzione univoca rivolta alle prestazioni strumentali classiche di alto livello. La struttura federale trova così un riscontro positivo nella varietà dei profili.
I corsi pre-universitari, tuttavia, non servono a confermare un talento speciale ricevuto per grazia divina, ma offrono un sostegno pragmatico e un aiuto decisionale a coloro che, attraverso gli studi universitari, desiderano dedicare la propria vita alla musica a livello professionale. Colmano così il divario esistente, da un lato, tra le competenze musicali di formazione generale acquisite nelle scuole secondarie e nei licei e la preparazione strumentale e vocale ottenuta tramite lezioni individuali e, dall’altro, i requisiti superiori alla media richiesti per l’ammissione all’università. I pre-college non si considerano più come l’inquietante «ultimo miglio», come venivano un tempo definiti, ma come primo passo verso la professionalità. Grazie a un pragmatismo così generoso, l’accettazione generale si è forse addirittura rafforzata. Infatti, se mai ci fossero state riserve nei confronti della promozione dei talenti, queste risiedevano nella tradizionale avversione svizzera nei confronti della musica classica elitaria e dell’esclusività limitante.
Laddove l’accettazione diventa totale, tuttavia, i dibattiti si placano e cresce il rischio che ciò che è stato già collaudato, basato sull’intuizione e sulla tradizione, venga semplicemente portato avanti – sebbene ci sia ancora molto da fare. Impedire questa continuazione immutata è ora responsabilità delle istituzioni finanziatrici. Esse hanno il dovere di portare avanti il dibattito interno alla disciplina, di ripensare e rinnovare costantemente i propri metodi, ideali e legittimazioni, e di misurarli alla luce delle conoscenze scientifiche di una ricerca sul talento ormai matura. Perché il mondo continua a girare. Alla politica, dal canto suo, spetta il compito di chiarire in modo duraturo le condizioni quadro – sia per quanto riguarda lo status del Pre-College sia per quanto riguarda il finanziamento (anche intercantonale). Questa prospettiva finanziariamente sostenibile è un’esigenza urgente, e andrebbe valutato se lo status e il finanziamento possano costituire un tema per il prossimo messaggio sulla cultura.
Una visione più ampia
La promozione del talento musicale è certamente un compito di politica educativa e implica innanzitutto la messa a disposizione di risorse, spazi, visibilità, metodi, ricerca e strutture formalizzate. Ma è soprattutto un atteggiamento. È espressione di ottimismo, di fiducia nella generazione più giovane e nelle sue capacità di plasmare attivamente, un giorno, il mondo culturale in prima linea: un mondo diverso da quello attuale, che non sarà caratterizzato solo dall’intelligenza artificiale dominante, ma anche da minacce globali, da un cambiamento radicale dei valori e dalla perdita di un patrimonio culturale ritenuto sicuro. La promozione del talento musicale non è quindi più finalizzata alla realizzazione di immagini idealizzate e sentimentali, ma è orientata al futuro e consente a una giovane generazione di mettere il proprio talento al servizio di una musica viva – e quindi di una società che crede in se stessa. Si tratta di un’autoaffermazione sociale che garantisce che, anche in un mondo nuovo, possiamo continuare ad avere buona musica, creata da coloro che ne sono particolarmente capaci e che hanno potuto beneficiare del sostegno generale a favore dei loro talenti speciali – musica che, a sua volta, deve essere continuamente reinventata: dai talenti che oggi sono ancora giovani.
