Fisioterapia alla SIMA

Un'offerta eccezionale per studenti e docenti.

Già per la 13ª volta quest’estate ho avuto l’opportunità di collaborare come fisioterapista alla Swiss International Music Academy (SIMA) sull’isola musicale di Rheinau: la fisioterapia musicale nell’ambito di un corso di perfezionamento è ancora considerata un’offerta straordinaria. Una volta pubblicizzata e avviata l’iniziativa, con circa 100 studenti e 20 docenti e accompagnatori c’è sempre molto da consigliare e da trattare. I partecipanti ne approfittano con gratitudine, rivolgendomi domande e segnalandomi disturbi relativi alla pratica salutare, alla postura, al riscaldamento, all’allenamento e a molto altro ancora. Contribuisco con diversi metodi di trattamento per alleviare la tensione muscolare da sovraccarico, lenire il dolore, correggere posture scorrette e anche trasmettendo conoscenze di biomeccanica. Per me è motivo di soddisfazione quando la mia valutazione fisioterapica dei disturbi degli studenti coincide con quella dei loro docenti. In caso contrario, ne nasce un interessante dibattito tecnico da cui entrambe le parti possono imparare.

Ho notato che i disturbi dei giovani strumentisti ad arco spesso aumentano in proporzione alla quantità di esercitazione e diminuiscono in proporzione inversa all’attività fisica. Per me questo significa che chi si esercita molto dovrebbe praticare una quantità corrispondente di sport, per garantire al corpo la necessaria varietà di movimenti. Considerato un problema di tempo, questo spesso impedisce ai musicisti di dedicarsi attivamente all’allenamento. Se si riesce a rendere i giovani consapevoli dell’importanza della fisicità in relazione alla presenza scenica, e se si rendono conto che tutto il nostro corpo, fino alle dita dei piedi, comunica a vantaggio o a svantaggio dell’esibizione, allora spesso cresce di conseguenza l’interesse per il lavoro sul corpo.

L’ideale sarebbe poter mostrare ai giovani musicisti come utilizzare il proprio corpo durante le prove e le esibizioni in modo tale da evitare disturbi fisici e acquisire una migliore presenza scenica – oltre a percepire il proprio strumento come se avesse un suono più ampio.

Promemoria: Simposio il 7 novembre a Bienne: «Tutto sulla mano». Per informazioni e iscrizioni: www.swissmedmusica.ch

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